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	<title>faib &#8211; Confesercenti Ferrara</title>
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	<description>Sosteniamo, aiutiamo e consolidiamo la piccola e micro impresa</description>
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		<title>Sciopero generale dei carburanti. Folta rappresentanza di benzinai della nostra regione a Roma. Il coordinatore Faib E.R. Rosati ne spiega le ragioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Confesercenti Ferrara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 07:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[Le imprese di gestione degli impianti di distribuzione carburanti versano ormai da più di un triennio in una situazione di estrema difficolta, sia in diretta conseguenza della crisi economica generale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le imprese di gestione degli impianti di distribuzione carburanti versano ormai da più di un triennio in una situazione di estrema difficolta, sia in diretta conseguenza della crisi economica generale del Paese, sia soprattutto per la specifica crisi del settore che più pesantemente si è abbattuta sul gestore, ultimo anello della catena.<br />
Le cause delle difficoltà sono dovute alla pesante flessione dei consumi, alle disparità e discriminazioni delle condizioni commerciali tra i diversi canali di vendita (rete ed extra-rete), all’inosservanza del quadro giuridico delle norme che regolano il settore da parte delle compagnie petrolifere, al mancato rinnovo degli accordi e all’abuso di dipendenza economica; fattori questi che hanno determinato una condizione di insostenibile sofferenza economica per le gestioni, una crescita esponenziale dell’indebitamento, fino al default di moltissimi colleghi.<span id="more-1536"></span><br />
Sulla flessione dei consumi c’è ben poco da dire se non che da più di un quinquennio il calo su tutti i prodotti petroliferi è costante e questo a causa della situazione economica in cui si trova il nostro Paese.<br />
Le disparità e le discriminazioni delle condizioni commerciali attuate dalle compagnie petrolifere nei confronti dei loro gestori a marchio è una delle strategie più miopi che potessero essere messe in campo. Vendere il prodotto ad un prezzo significativamente inferiore alla Grande Distribuzione e alle pompe bianche tramite il canale dell’Extra rete significa deprezzare i propri investimenti sulla rete, fatti non solo di impianti ma anche di attività collaterali quali bar, lavaggi e attività al servizio dell’automobilista. Significa portarsi dentro casa un nemico poi da combattere con l’aiuto dei gestori, i quali, vincolati dall’esclusiva in acquisto e “dovendo” partecipare agli sconti sono ormai sulla soglia del fallimento.<br />
L’arroganza delle compagnie non si ferma certo qui, arrivando a eludere norme giuridiche che regolano il settore, a non riconoscere le federazioni di categoria dei gestori come interlocutori e praticando l’”one to one” direttamente con il gestore!<br />
Sulla ristrutturazione o razionalizzazione della rete o meglio ancora, per intenderci, la chiusura di almeno 6/7.000 impianti di cui si parla da almeno un decennio, tutti sono d’accordo ma non se ne fa nulla, mentre aprono nuove pompe bianche e impianti legati alla Grande Distribuzione Organizzata.<br />
La razionalizzazione, a forza di parlarne e non procedere, la fa il mercato con la differenza che gli impianti chiudono alle vendite perché abbandonati dalle gestioni, spesso in default, ma non vengono smantellati e trasformati in ghost, ora possibili sia all’interno che all’esterno dei centri abitati.<br />
La selfizzazione selvaggia o con termine tecnico la “ghostizzazione” degli impianti di distribuzione carburanti va comunque tanto di moda che proprio nei mesi scorsi sono stati firmati i decreti che permetteranno ai proprietari di auto a g.p.l. e metano di potersi rifornire da soli!!!<br />
Il destino, si sa, a volte gioca brutti scherzi!<br />
Mentre infatti Il Ministro firmava i decreti un camper tedesco andava a fuoco in una stazione di servizio in provincia di Parma mentre faceva, non autorizzato, rifornimento in self di g.p.l.!<br />
Sempre ultimamente è stata tolta la gratuità delle carte di credito, peraltro in molti casi aggirata dalle banche che avevano trasformato le commissioni in canoni a volte onerosissimi.<br />
E’ certo invece che faremo a meno del Sistri per la gestione dei rifiuti. E’ stato, infatti,  firmato il decreto che obbliga le sole aziende che occupano più di dieci dipendenti.<br />
L’elenco degli adempimenti ai quali è stata chiamata la categoria negli ultimi tempi e sui quali le compagnie hanno fatto orecchie da mercante non finisce certo qui, ma ci preme sottolineare alcuni aspetti relativi all’obbligo della comunicazione del prezzo e il versamento della quota gestori al Fondo indennizzi.<br />
L’obbligo della comunicazione dei prezzi “praticati” all’Osservatorio Prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico, al quale devono adempiere i gestori, si presta ad alcune considerazioni che portano a capirne l’assurdità: o prezzi con relativi sconti ai quali partecipa economicamente anche il gestore li fanno le compagnie;la comunicazione obbligatoria settimanale anche in assenza di variazioni dei prezzi stessi; la sproporzione tra la violazione del precetto e l’entità delle sanzioni previste;<br />
Il Governo, non contento, ha addirittura presentato una “app” per smartphone, che oggi fa molto “tech and trendy”, così la brutta abitudine degli italiani di armeggiare con il telefonino alla guida troverà ancor maggior diffusione.<br />
Anche sul Fondo Indennizzi le criticità espresse da noi in fase di pubblicazione del decreto l’anno scorso si stanno rivelando, purtroppo, quasi tutte fondate. Le chiusure di impianti obsoleti e non più compatibili da un punto di vista ambientale sono ancora al loro posto dopo un anno!</p>
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		<title>Accise e consumi sui carburanti. Ulteriori aumenti sarebbero fortemente negativi per l&#8217;economia ed il gettito fiscale, studio Confesercenti: &#8220;Ad un aumento del 54% del prelievo è corrisposto un calo consumi del 21%&#8221;</title>
		<link>https://www.confesercentiferrara.it/accise-e-consumi-sui-carburanti-ulteriori-aumenti-sarebbero-fortemente-negativi-per-leconomia-ed-il-gettito-fiscale-studio-confesercenti-ad-un-aumento-del-54-del-prelievo-e-corrisposto-un-calo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Confesercenti Ferrara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2013 13:46:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[accise benzina]]></category>
		<category><![CDATA[faib]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio Confesercenti sugli aumenti delle accise sui carburanti ed in generale del prelievo fiscale dimostra che, ormai, ad un aumento della tassazione corrisponde un netto calo dei consumi. Con...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio Confesercenti sugli aumenti delle accise sui carburanti ed in generale del prelievo fiscale dimostra che, ormai, ad un aumento della tassazione corrisponde un netto calo dei consumi.<br />
Con un prelievo fiscale cresciuto del 54% in questi anni di crisi la flessione dei consumi ha toccato il 21%. La spesa delle famiglie è cresciuta del 50% e dal 2002 al 2013 il prelievo fiscale è aumentato di ben 176 miliardi di euro.<br />
Lo studio Confesercenti ricorda l’uso delle accise in questi anni: da risorse utilizzate per le emergenze a gettito indirizzato a concorrere all’equilibrio dei conti pubblici.</p>
<div id="dati">
<div id="testo">
<p align="justify"><span id="more-1263"></span>Lo studio presentato da Confesercenti parla chiaro. L’Italia è campione d’Europa per prezzi alti, carico fiscale e incidenza delle tasse sul prezzo finale di benzina e gasolio, della componente base della competitività italiana.<br />
Occupiamo tutti e tre i gradini del podio, quello del primo posto per il livello di prezzi più alti, il secondo per il carico fiscale complessivo, il terzo per l’incidenza del prelievo sul prezzo finale: sia per la benzina che per il gasolio. Siamo più alti, rispetto alla media europea, come prezzi dell’11,5% per la benzina e del 15% per il gasolio; abbiamo il carico fiscale più elevato per il 17% per la benzina e il 28% per il gasolio; il carico fiscale pesa per il 62,3% e per il 55,8% sul prezzo finale della benzina e del gasolio.<br />
Ma il bancomat comincia a dare segnali di inceppamento. A cominciare dai primi segnali della crisi economica (2007) si è venuta a creare una distonia crescente fra andamento delle imposte e andamento dei consumi petroliferi. Conseguentemente, gli aumenti delle aliquote non sono stati in grado di garantire una crescita del gettito e, anzi, hanno contribuito in maniera determinante alla sua flessione. In particolare, se fino al 2004 consumi e imposte si sono mossi di pari passo, dal 2007 si è venuta a creare una forbice crescente, culminata nel 2013 in un rapporto pari a: 79 (i consumi) a fronte di 154 (le imposte). Insomma possiamo dire che ad un aumento del 54% del livello impositivo, i consumi hanno denunciato una flessione del 21%, determinando una flessione degli incassi ante-aumento.<br />
Già oggi gli italiani, famiglie e imprese pagando un differenziale di imposte di 15 centesimi in più per la benzina e 20 per il gasolio, lasciano allo stato 3,1 miliardo di euro: oltre 180 miliardi negli ultimi 10 anni. Riteniamo in tutta serenità che questo settore abbia dato quello che poteva; il Governo se ne faccia una ragione: ulteriori prelievi come quelli previsti dal DL 69/13 del Fare e dalla clausola di salvaguardia dell’Art. 15 del DL 102/13 sarebbero letali per un settore che vede fortemente indebitati la metà dei suoi gestori.</p>
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