Menù anti allergie: Fiepet Confesercenti E.R. si alla sicurezza dei consumatori ma senza burocratizzare ulteriormente il lavoro degli esercenti

Dal prossimo 13 dicembre 2014 sarà obbligatorio indicare gli allergeni anche per i prodotti somministrati nei ristoranti, mense e bar con annessa ristorazione. Ciò in virtù del Regolamento europeo 1169 del 2011 che prevede l’obbligo di fornire l’elenco di tutti le sostanze presenti negli alimenti somministrati non preimballati o imballati al momento.
Lo Stato italiano aveva però tre anni di tempo per trovare una normativa attuativa tale da garantire la sicurezza del consumatore e nello stesso tempo, ad avviso di FIEPET Confesercenti E.R., non gravare i ristoratori di un ulteriore balzello burocratico. Ciò non è stato fatto, per cui all’avvio del periodo natalizio gli operatori di questo settore si troveranno a dover organizzare quotidianamente, ad ogni variazione di menu, il “bugiardino” informativo per i clienti, pena l’incorrere in possibili pesanti sanzioni.

Per il presidente regionale FIEPET, Andrea Cavallina: “non discutiamo assolutamente circa la volontà di garantire la sicurezza dei nostri consumatori, ci mancherebbe altro, noi siamo i primi che ci guadagniamo dal fatto che i clienti siano soddisfatti e garantiti dalla nostra offerta. Ma non nella forma che la Commissione europea prevede! E’ impensabile che, ad esempio, una trattoria casalinga debba ogni giorno  pensare alla comunicazione scritta di alimenti che cambiano di volta in volta proprio perché freschi. Questa norma manca completamente di buon senso! Si privilegia in tal modo il prodotto industriale rispetto a quello fresco. E’ assurdo! Ci chiediamo anche: ma vale poi per tutti o ci sono settori che ne vengono esentati? Per questo chiediamo ai ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute di preparare urgentemente un decreto che preveda la possibilità di informare con la massima facilità i clienti. E’ incredibile che nel nostro paese, famoso per la qualità della sua offerta enogastronomica, non si arrivi a garantire adeguatamente la sicurezza dei consumatori e la qualità dei cibi senza inutili e gravosi appesantimenti burocratici”.
“Si tratta di un ulteriore onere e costo a carico dei ristoratori – evidenzia Claudio Peretti presidente provinciale FIEPET di Ferrara – in un periodo in cui le imprese, ed i pubblici esercizi in particolare, registrano importanti riduzioni dei propri fatturati contrapposti al continuo aumento dei costi, a cui dovremmo essere aggiunte le nuove spese per la rielaborazione dei menù e dei listini prezzi. Auspichiamo che i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute intervengano per semplificare e diluire nel tempo la piena applicazione per evitare di incorrere in sanzioni”.

Obbligo per i pubblici esercizi di utilizzare per la somministrazione dell’olio di oliva vergine confezioni fornite di particolari dispositivi di chiusura

tappo-anti-rabboccoPer effetto dell’entrata in vigore dell’art. 18 della legge 30 ottobre 2014, n. 161, Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”, dal 25 Novembre 2014 gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta.

La violazione della norma è punita con una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 8.000 e con la confisca del prodotto.

Come si ricorderà, la questione delle oliere “anti rabbocco” si era già presentata nel 2006, “al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio di oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, con divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente”, ed è stata ribadita dalla suindicata disposizione legislativa.

Come Confesercenti ci siamo già attivati nei confronti del Governo affinchè questo ultimo provvedimento sia modificato e le sanzioni vengano attenuate, quanto meno per il primo periodo di applicazione della norma.

Confesercenti Ferrara e Nomisma presentano i dati sulla valutazione socio-economica di abusivismo commerciale e attività a “regime agevolato” in Emilia Romagna

NOMISMANel corso di una tavola rotonda tenutasi il 22 novembre scorso tra rappresentanti di Confesercenti Ferrara – presenti il Presidente Paolo Benasciutti, il Vice Presidente Alessandro Orsatti, il Direttore Alessandro Osti e Pier Carlo Baglioni, Presidente della sezione Ambulanti di Confesercenti – l’Assessore al commercio Roberto Serra, il Direttore della Nuova Ferrara Stefano Scansani, presso la sede della testata giornalistica, sono stati presentati i dati di una ricerca effettuata da Nomisma, Osservatorio indipendente bolognese che da 25 anni si occupa di indagini statistiche.

I numeri, come sempre, sono degli eccellenti indicatori dello status quo di un determinato ambiente, e con i numeri alla mano si è proceduto alla descrizione dell’affresco – per nulla rassicurante – relativo alla situazione del commercio e delle attività di pubblico esercizio rispetto ad abusivismo e attività a regime agevolato, che rappresentano sempre di più una realtà con cui fare i conti.

La percezione degli operatori coinvolti, nella nostra regione e in specifico, nella città di Ferrara, ha ribadito l’allarme: se la difficile congiuntura economica e l’eccessiva pressione fiscale costituiscono una parte molto importante delle attuali difficoltà riscontrate, l’abusivismo commerciale (vendita sui marciapiedi, in spiaggia, ecc), la contraffazione e la concorrenza delle attività agevolate (mercatini, sagre, ecc) rappresentano una buona fetta (45% in media) del problema da affrontare quotidianamente, tra l’altro avvertiti come un fenomeni in aumento. Continua a leggere

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