Confesercenti Ferrara al Meeting Nazionale di Perugia Uno sguardo sul futuro

Confesercenti Ferrara al Meeting Nazionale di Perugia Uno sguardo sul futuro

ImmagineUn XXIII Meeting Nazionale di Confesercenti (San Martino in Campo – Perugia dal 12 al 14 settembre) con l’obiettivo di esplorare le possibili strade che le Pmi italiane potrebbero percorrere nel prossimo futuro. Anche Confesercenti Ferrara ha partecipato con grande interesse.
Tre giorni intensi e stimolanti, dedicati alla formazione, al marketing associativo, ai temi dell’innovazione, dell’Ict e dei nuovi profili di consumo, con interventi di economisti e ricercatori di grande calibro. Marco Venturi, Presidente di Confesercenti Nazionale ha aperto i lavori e introdotto gli argomenti di discussione, un’interessante panoramica su temi di attualità con un occhio lungimirante sulle prospettive che le Pmi hanno di fronte fin da ora.
A cominciare dall’urgenza di intervento sulla riduzione della pressione fiscale che, – secondo Marco Venturi – rappresenta un vero e proprio diluvio che, da qui a dicembre 2014, investirà con violenza le imprese italiane. Qualcosa come 337 adempimenti diversi sono davvero troppi da sopportare – in un’Italia dove la richiesta dall’erario sfiora per le Pmi il 68%. Lo stesso Presidente ribadisce la necessità sempre più urgente di trovare le risorse nella revisione della spesa pubblica, a partire dall’enorme quantità di sprechi presenti a tutti i livelli istituzionali e da una profonda semplificazione dello Stato.
Secondo Venturi, la resistenza al cambiamento non viene dalle parti sociali, ma dalle stesse istituzioni pubbliche, dato che per troppo tempo la spesa pubblica in Italia è stata usata come strumento politico per creare consenso. In realtà – sostiene il Presidente – ha alimentato solo una pressione fiscale insostenibile, che continua a impoverire il paese. Una “spirale kamikaze” che Confesercenti chiede sia interrotta in fretta. Accanto a questo, anche la lotta a tutto campo contro gli abusi, contro la corruzione e gli anacronistici privilegi che hanno frenato la crescita del Paese.
Inoltre, la necessità di far ripartire il credito alle imprese, trasformando le iniezioni di liquidità a favore del sistema bancario in sostegno all’economia reale, dato che le Pmi italiane, mentre assicurano l’occupazione – sia dipendente che autonoma – sono però quelle che pagano di più il credito in Europa.
E visto che l’Italia si trova proprio nel semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, Confesercenti auspica che all’interno della stessa Unione si vada avanti con determinazione per rendere possibile una svolta. L’Italia deve porre con forza la necessità di passare dalle politiche di austerità e di rigore a quelle di sostegno alla crescita – dice Venturi – facendo leva sulle Pmi, che costituiscono il motore dello sviluppo e dell’occupazione. Con i loro 12 milioni di addetti, le nostre imprese superano l’occupazione creata dalle grandi imprese tedesche e danno vita a più posti  di lavoro di quanti ne offrano le grandi imprese francesi e spagnole messe insieme.

Jean Paul Fitoussi, Presidente dell’Osservatorio Francese per la Congiuntura Economica, ha incentrato il suo intervento su un interessante confronto tra approcci diversi alla risoluzione della congiuntura economica mondiale. Come si spiega – fa notare Fitoussi – la differenza tra l’Europa e le altre aree del mondo? Stati uniti e Giappone conducono le politiche economiche che ritengono giuste. Il debito pubblico in Usa, è del 110% del PIl; in Giappone oltre il 200%, contro il 90% medio dell’Europa. Tuttavia, sono Paesi ricchi e sempre solvibili, che possono avere prestiti in una moneta da loro controllata e da loro emessa. Non esiste spread per loro, perché possono fabbricare la quantità di moneta che serve per ripianare i debiti.
Occorre rivedere le nostre convinzioni – conclude Fitoussi – in fatto di approccio alla risoluzione dei problemi economici, e alle nostre politiche rivolte a obbiettivi che derivano da esse (stabilità dei prezzi, concorrenza, sostenibilità del debito), che non riescono piú a rendere conto della realtà, né a rispondere ai bisogni della popolazione.

Il Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli ha parlato in particolare dell’impegno della Pubblica Amministrazione nei tagli alla spesa: in realtà la spending review – dice Cottarelli – ha già ottenuto risultati: è una leggenda metropolitana che il taglio della spesa sia una sorta di tela di Penelope che non progredisce mai. Tra il 2009 e il 2012 lo Stato ha ridotto del 10% la spesa. Ed il processo è continuato sia nel 2013 che nel 2014. Solo nei primi 8 mesi del 2014 – ha continuato – la Pubblica Amministrazione ha tagliato 3 miliardi di spesa per l’acquisto di beni e servizi. Su base annuale si tratta di un risparmio tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro. Grazie all’avvio della riforma delle Province poi, ci sono stati risparmi concreti, dato che, per esempio, dall’abolizione degli Enti e dalla non necessità di fare delle elezioni, si sono risparmiati 100 milioni.

L’intervento di Carlo Ratti, docente presso il Massachusetts Institute of Technology dove dirige il progetto Sensible City Lab, ha presentato il progetto Smarter Shop, che vede la collaborazione della Carlo Ratti Associati con Confesercenti.
Si tratta di uno studio degli orizzonti prossimi venturi sulle strategie per lo sviluppo di iniziative e servizi legati alle nuove tecnologie da introdurre nei punti vendita associati.
Attraverso la disamina di casi di studio, una serie organica di modelli e indicazioni per l’elaborazione e l’applicazione di tecnologie avanzate a supporto di logistica, sistema di vendita al dettaglio, strategie di marketing in negozio, ecc.
Si parte dall’osservazione di alcuni dati di fatto, prendendo in considerazione le città come una sorta di “computer a cielo aperto”, dove una “smart dust” – una polvere intelligente – fatta di informazioni, è già in circolazione. I vettori di queste informazioni sono i cittadini, che tracciano traiettorie significative tramite i devices tecnologici ormai diffusi massicciamente.
La libera circolazione di informazioni in tempo reale permette agli utenti di prendere decisioni più accurate riguardo ai loro consumi e così incidere sull’uso efficiente delle risorse. Parallelamente, si assiste al passaggio dal possesso all’accesso: sempre più spesso cioè i servizi che fino a qualche tempo fa richiedevano un’infrastruttura fisica, oggi sono fruibili in digitale. Questo dà origine a forme diverse di condivisione e collaborazione tra utenti/consumatori che ottimizza le risorse e crea business. È questa la Sharing Economy, l’economia della condivisione.
Il sistema – dice Carlo Ratti – non riguarda solo la fruizione di beni e servizi, ma oggi sempre più anche la loro ideazione e produzione, pensiamo alle realtà di coworking urbano.
Ratti descrive il futuro del commercio, che potrebbe rivelarsi come una ibridazione tra il tradizionale sistema che fa riferimento ai negozi, e il sistema digitale (e-commerce, mobile promotion, ecc): l’Omnichannel  è un combinazione in cui il cliente comincia la sua esperienza di acquisto su un canale virtuale (computer, smartphone), lo prosegue tramite il sito o un attraverso un portale di e-commerce e lo conclude sul canale fisico (punto vendita), dove ritira i beni/servizi acquistati.
Accanto a questo nuovo sistema, sempre più gli esercizi commerciali mettono in campo iniziative e proposte non direttamente legate al tipo di beni in vendita ma in grado di arricchirne l’immaginario, infondendo ai propri spazi il carattere di servizi ibridi, flessbili e mutevoli.
Carlo Ratti ha poi descritto nei particolari una serie di indicazioni di best practice che vanno nella direzione dell’approccio descritto, e che tra l’altro è proprio quello che anche Confesercenti Ferrara sta proponendo ai suoi associati (ad es. il portale FerraraShopping.it, il marchio FeliCity per le attività del centro storico di Ferrara, l’iniziativa Kinderheim, ecc. vedi il nostro sito www.confesercentiferrara.it).

Il fine settimana di Meeting ha offerto anche i contributi di molti altri relatori: Mauro Gallegati, docente di Macroeconomia all’Università di Ancona; Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della tutela del mare e del territorio; Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia e Imanuel Baharier, Ceo Sparkling 18.

Nella giornata di sabato 13 inoltre, sono intervenuti Filppo Taddei, responsabile dell’economia del Patito Democratico ed Enrico Morando, Vice Ministro Economia e Finanze.

By | 2014-09-25T14:56:41+00:00 25 settembre 2014|news|